Sintesi della conferenza stampa dell'8 ottobre 2011

Una breve sintesi dell’intervento di Fabrizio Brignolo alla presentazione della candidatura a sindaco di Asti per il Partito Democratico, avvenuta sabato mattina alla presenza di Dario Franceschini.
Il varo della nave.
La nostra nave salpa oggi dalla sede del Pd, che è la nostra casa, piccola ma solida, per andare a navigare in mare aperto, verso un obbiettivo ambizioso: governare la Città per dare nuova dignità e nuovo slancio all’economia, al lavoro, all’identità di capoluogo, di Asti e del suo territorio.
L’apertura a chi ha idee politiche diverse dalle nostre.
Sarà un viaggio in mare aperto perché vogliamo coinvolgere anche i cittadini che alle ultime elezioni hanno votato l’attuale maggioranza e oggi sono delusi (e sono parecchi), per concretizzare progetti condivisi anche da chi non è iscritto al PD e per dare voce e spazio a chiunque voglia lavorare per la nostra città.
I “Progetti possibili”, costruiti con la partecipazione dei cittadini.
Per costruire insieme questi “Progetti possibili” (così li chiamiamo per differenziarli dai “progetti favola” degli ultimi anni) stiamo attuando l’iniziativa “Ogni settimana un quartiere o una frazione”: ogni settimana, cioè, siamo personalmente presenti nelle piazze, nei parchi, nelle strade della città e delle frazioni, per raccogliere dalla viva voce dei cittadini le proposte che potranno migliorare i nostri progetti.
La dimensione etica.
Tra le questioni attinenti il “metodo” aggiungo la necessità di riacquistare una dimensione etica della politica e dell’amministrazione, attribuendo compiti e responsabilità in base a criteri di merito e competenza.
La proposta che noi avanziamo per questo percorso di partecipazione e inclusione:
1) Rilanciare l’economia e il lavoro
Per rilanciare l’economia, sviluppare lavoro, pur in un periodo storico particolarmente difficile, vogliamo innanzitutto ridare ad Asti la dignità di capoluogo, recuperando l’antica identità di città attiva, fiorente e competitiva.
1.1) La leva della cultura
Lo dico sapendo che qualcuno storcerà il naso, ma la prima leva su cui investire è quella della cultura: i ricercatori dell’Università di Torino hanno dimostrato che ogni euro investito (con accortezza) in cultura ha fruttato 5 euro di ricaduta economica sul territorio, in termini di turismo, commercio, ristorazione, lavoro degli addetti al settore, etc.
Il rispetto della nostra identità culturale deve anche guidarci nelle scelte fondamentali per il governo del territorio, dell’ambiente, per il rilancio del commercio, dell’economia, la riconversione degli immobili inutilizzati della Città, etc.
1.2) La società della conoscenza
Per competere è necessario offrire alta specializzazione, elevata qualità, coerenza e costanza. Per una città questo significa fare delle scelte precise che valorizzino le reali eccellenze del territorio. L’università, l’alta formazione, l’incubatore di impresa, l’attenzione per il mondo della scuola, sono idee già consolidate in città, che devono essere trasformate in fatti concreti, connessi alle specificità proprie del territorio tra cui le competenze già consolidate nel campo dell’agricoltura, dell’enomeccanica, dell’enologia e dell’agroalimentare, che potrebbero essere convogliate in un apposito innovativo “polo tecnologico”.
1.3) Il Piano strategico
Non andremo da nessuna parte se gli enti pubblici e gli operatori privati del territorio continueranno a muoversi in maniera scoordinata. E’ necessario riprendere l’esperienza di un “Piano Strategico”, per avere un luogo in cui Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Bancaria, Associazioni di categoria, sindacali e del mondo sociale individuino i progetti essenziali di sviluppo, sui quali, in maniera trasversale far convergere tutti gli sforzi. Questo è l’unico modo per evitare dispersione di risorse e di sforzi e per “preservare” i progetti a lunga scadenza dalle fisiologiche alternanze alla guida degli Enti.
2) La coesione sociale
La forza della nostra Città e del nostro territorio non può che fondarsi sulla ricerca di una maggiore coesione sociale, che vuol dire ricerca di progetti condivisi (precedente punto 1.3) ma anche capacità di affrontare i problemi e crescere “tutti insieme”, compresi i cittadini che hanno maggiori problemi, ma che possono trovare spazio e dare un contributo attivo al nostro sviluppo.
L’attenzione che in questi mesi abbiamo riservato alla sanità (ospedale, liste d’attesa, etc.) e ai servizi sociali vogliono rappresentare l’impegno futuro sul tema delle problematiche sociali, intese nella loro accezione più ampia.
Con riferimento ai giovani sappiamo che prevenire con l’educativa territoriale è meglio che curare le devianze; offrire opportunità di crescita culturale, scolastica e un’adeguata offerta di impianti e servizi nel mondo dello sport, significa costruire il loro futuro. Con riferimento ai disabili una società non è civile se non abbatte le barriere architettoniche, ma anche quelle immateriali che ostacolano un pieno inserimento nella vita sociale, culturale e lavorativa.
Ovviamente questo elenco non è esaustivo e non è un programma, ma una sintesi di priorità che presentiamo a tutti i cittadini di buona volontà, di ogni colore politico, per lavorare insieme a progetti che ci consentano di combattere il primo nemico che è sulla nostra strada: il senso di rassegnazione generato da questi anni di inerzia e di amministrazione priva di progettualità.
Gli astigiani sono gente fiera, che ha dimostrato nella storia di saper contrastare l’Imperatore e di primeggiare in Europa con il commercio, le arti, i mestieri e le professioni. Il nostro futuro è ancora quello: un’identità forte che, proprio perché sicura di sé, sa crescere e trarre vantaggio dal confronto e dall’interazione con il mondo.
Asti, 8 ottobre 2011
Fabrizio Brignolo
